il nostro manifesto :
" delocalizzare la centrale ad olio vegetale di via volta" 

 

 

La centrale ad olio vegetale di via volta, è collocata in mezzo ad un quartiere residenziale a meno di 10 metri da muri di abitazioni. La sua entrata in esercizio peggiorerà la qualità della vita dei cittadini confinanti e non solo. Il rumore provocato dalla centrale ( due potenti motori diesel da 1000 cavalli) non farà dormire sonni tranquilli.
I nostri immobili, acquistati con grossi sacrifici perderanno valore. Tutto questo per agevolare la speculazioni di pochi ? Noi non ci stiamo e ci batteremo per fare valere i nostri diritti di cittadini Italiani.


COME FUNZIONANO LE CENTRALI AD OLIO VEGETALE

Il crescente utilizzo dell’olio vegetale (colza, girasole, palma ecc...) a scopo energetico è prevalentemente determinato dai costi più bassi rispetto ai combustibili fossili, oltre che per gli ingenti incentivi dati a questa produzione con la tariffa omnicomprensiva 0,28euro/kWh, pagati dal GSE (praticamente dai cittadini che pagano regolarmente le tasse). Il danno alla nostra salute lo paghiamo con i nostri soldi.

La combustione di questi oli produce, inevitabilmente, numerosi composti tossici e grandi quantità di polveri fini ed ultrafini (ossidi di azoto, idrocarburi policiclici aromatici, diossine…), anche dopo la depurazione dei fumi prodotti. Le polveri <pm2,5 (ultrafini) vengono assorbite dall'organismo raggiungendo i vari organi, dove si accumulano. Queste polveri a lungo termine potrebbero avere effetti cancerogeni e mutageni,  e non sono rilevate dalle centraline per il controllo ambientale.

Nel bilancio ambientale occorre inoltre sommare anche le emissioni prodotte dal traffico pesante indotto nell’entrata in funzione dell’impianto e parte integrante dell’attività dell’impianto stesso, ovvero tutti gli automezzi e mezzi pesanti necessari per i conferimenti dell’olio e il mantenimento in funzione dell’impianto.

La direttiva Europea 96/62/CE sulla gestione e qualità dell’aria ambiente dei paesi del’Unione, all’art. 1 individua tra i suoi obbiettivi quello di mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove è buona, e migliorarla negli altri casi.

Senza incentivi nessun imprenditore privato farebbe questa scelta. La verità è che le biomasse sono un combustibile povero, economicamente ed energicamente conveniente (senza sovvenzioni) solo in circostanze particolari.
L’inquinamento ambientale indotto dagli impianti a biomasse che si propongono in Italia, pur nel pieno rispetto delle normative vigenti, peggiora l’attuale qualità dell’aria dei territori che dovrebbero ospitarle, con le emissioni dei fumi e quelle del traffico veicolare, e peggiora anche la qualità del suolo e dei prodotti agricoli da esso derivati, con le ricadute di composti organici persistenti (diossine, furani, idrocarburi policiclici…).

I rischi sanitari indotti da questa contaminazione, per quanto piccoli possano essere stimati, non sono giustificati dai benefici collettivi indotti dalla realizzazione dell’impianto, il cui principale scopo è quello di massimizzare gli utili dei proponenti, in base agli attuali incentivi alla produzione di elettricità.

 

filmati sulla locazione della centrale